Mostra "Picasso al cubo"

Opere grafiche dal 1947 al 1969
Gradara, Palazzo Rubini Vesin
23 febbraio - 2 giugno 2008

"Sì, la tecnica è importante ma ad una condizione: averne tanta e poi tanta da farla cessare completamente d'esistere. Farla scomparire. A questo punto, ecco, è importante averla. Perchè mentre lei fa il suo lavoro, tu ti puoi occupare di ciò che cerchi"
Pablo Picasso

Le opere in mostra a Gradara documentano la piena maturità artistica di Picasso e alcune delle tematiche prevalenti nella sua poetica. L'esposizione si apre con un'opera a tecnica mista (olio e tempera) proveniente da collezione privata, esposta per la prima volta al pubblico: Buste d'homme au medaillon III, dà conto di un percorso artistico che porta Picasso a trasfigurare completamente la visione e la conoscenza della realtà per permettere all'artista di rappresentare non ciò che vede, bensì ciò che pensa.
Una rivoluzione partita con il Cubismo che al principio del Novecento, grazie allo studio tenace di Picasso e Braque, trasforma la pittura in uno strumento conoscitivo a tutti gli effetti, capace di rivolgersi direttamente all'intelletto, senza passare attraverso il filtro della percezione visiva: gli oggetti si scompongono nei loro elementi costitutivi per essere compresi e conosciuti.
Gli esiti di questa ricerca sono perfettamente rappresentati dalla prima serie in mostra, Du cubisme, attraverso 11 tavole realizzate entro i primi decenni del secolo scorso ma stampate nel 1947, opera oltre che dai due fondatori del movimento - Picasso e Braque - di altri indiscussi protagonisti del tempo come Villon, Duchamp, Picabia e altri.
Ma la produzione del maestro spagnolo è talmente multiforme da attraversare un gran numero di stili e abbracciare filoni e tradizioni davvero eterogenei; tra i temi affrontati da Picasso nella sua lunga e fortunata carriera, due emergono sicuramente con estrema forza, la corrida e la passione amorosa.
La prima tematica è testimoniata dalla seconda serie in mostra, Tauromaquia, 26 tavole in cui far rivivere la nostalgia per la propria terra attraverso la rappresentazione efficace e sintetica dell'incontro - scontro tra uomo e animale, protagonisti di uno spettacolo che diventa rito collettivo.
Ammantata di una vena narrativa dai tratti farseschi e a volte brutali si presenta la terza serie grafica esposta, Le Cocu Magnifique, una suite di 12 incisioni all'acquaforte e all'acquatinta date alle stampe dall'anziano artista nel 1968 per illustrare l'omonima opera teatrale di Fernand Crommelynck: i toni ora comici ora grotteschi della farsa prendono vita nell'energico tratto di Picasso che fonde qui stilemi e motivi tipici della sua intera produzione.
Una produzione GRADARA INNOVA

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